🏍️ In sella verso il passato: il tuo viaggio
Immagina le due ruote che si inerpicano tra le Prealpi Bellunesi ⛰️, il motore che borbotta costante mentre ai lati si aprono scorci di boschi e montagne. Lasci la pianura trevigiana, superi Tovena e inizi la salita: è qui che comincia il racconto di una strada che è molto più di un semplice percorso… è memoria viva di guerra, fatica e straordinaria impresa umana. ✨
🛠️ Una strada nata dalla storia: 1918 e la Grande Guerra
La strada che stai per salire non è frutto del caso o del turismo 🗺️: nacque da precise esigenze militari durante la Prima Guerra Mondiale, per collegare rapidamente la Valbelluna alla pedemontana trevigiana e raggiungere il fronte sul Piave.
Prima del 1918 qui esisteva solo un sentiero ripido e impervio, percorso da mercanti, pellegrini e zattieri che trasportavano il legname dal Cadore dopo la discesa sul fiume. 🌲
Quando il collegamento divenne urgente, l’esercito austro-ungarico decise di trasformare quel sentiero in una vera strada di montagna. Tra febbraio e giugno 1918, in soli 100 giorni, centinaia di persone — soldati, prigionieri di guerra, donne, anziani e locali — lavorarono senza sosta, scavando gallerie nella roccia viva e disegnando tornanti su pareti quasi verticali. ⛏️
🧗♂️ La conquista della montagna: ingegno e fatica
Senza tecnologie moderne, furono scavati cinque tunnel nella roccia, tracciati tornanti e costruiti ponti capaci di reggere artiglieria pesante. Il risultato è ancora oggi sorprendente: una pendenza costante intorno al 10–12%, perfetto equilibrio tra ingegneria e natura.
Oggi, mentre affronti quei tornanti in moto 🏍️, senti sotto le ruote l’eco di quel lavoro immenso: ogni curva racconta mani, sudore e determinazione. È la sensazione di trasformare l’impossibile in strada percorribile.
🌄 Paesaggi e memoria
Superati i tunnel, il panorama si apre su valli e monti imponenti 🌤️. L’aria si fa più fresca, i pini sembrano osservare il passaggio dei motociclisti che scelgono questo passo per il brivido delle curve e la bellezza pura del paesaggio dolomitico.
La “strada dei 100 giorni” non è solo storia bellica, ma simbolo di connessione 🤝: ieri teatro di conflitti, oggi legame pacifico tra comunità, natura e amanti delle due ruote.
🔁 Un percorso che respira storia
Guidando piano tra i tornanti e ascoltando il battito regolare del motore, puoi quasi immaginare:
• gli schiocchi dei picconi sulla roccia ⛏️
• le pause tra silenzi e rumori di guerra 🌫️
• lo sforzo collettivo di chi creò una via dove sembrava impossibile.
È un viaggio che mescola asfalto, natura e memoria 🛣️, capace di portarti indietro nel tempo mentre vivi tutto con i sensi: vento nel casco, roccia ai lati e panorama che ti scorre davanti come un film. 🎬
Ecco il video sul canale : Passo San Boldo